Città di Castello - Collezione Burri, Ex Seccatoi del Tabacco
Città di Castello - Collezione Burri, Ex Seccatoi del Tabacco

Tracce di modernità

Terni, Spoleto, Foligno, Perugia, Città di Castello

L’Umbria medievale lascia spazio alla modernità, in un contrasto solo apparente.
Così Terni, città in cui la modernità è tradizione. Qui, Maraniello, Mastroianni, Ceccobelli e Pomodoro contaminano la città tra arte sacra e civile.
L’arte contemporanea convive con quella antica presso il CAOS, Centro Arte Officine Siri, ex fabbrica chimica, oggi sede delle raccolte del Museo Archeologico e del Museo d’arte Moderna e contemporanea Aurelio de Felice.
Verso nord, lungo la Flaminia, Steve McCurry arriva a Spoleto, la città del Festival dei due Mondi.
Qui, la raccolta d’arte contemporanea di Palazzo Collicola Arti Visive unisce la collezione del Museo Caradente e le opere acquisite attraverso il Premio Spoleto.
Ancora verso nord, nel cuore della Valle Umbra, Foligno. Materiali tradizionali ed elementi moderni, contrasti e fusioni, emergono dagli scatti di Steve McCurry realizzati nella dimora tardogotica di Palazzo Trinci e nel cubo in acciaio corten del Centro D’arte Contemporanea, il CIAC. E ancora la Reflex cattura il fuori scala dellaCalamita Cosmica di Gino de Dominicis, fotografato sullo sfondo della chiesa settecentesca della Santissima Trinità.
La linea ideale del moderno che taglia l’Umbria da sud a nord porta Steve McCurry a Perugia. L’anima etrusco-medievale si alterna al tracciato rosso del Minimetrò, che dal 2008 attraversa il centro direzionale di Aldo Rossi, passando per le stazioni di Jean Nouvel, fino al centro storico. Antico e moderno convivono e si ritrovano nel  cinquecentesco Palazzo della Penna, “centro di cultura contemporanea”, sede, con lo spazio espositivo “Ex-Fatebenefratelli”, della mostra Sensational Umbria.
A nord, Città di Castello è la città di Alberto Burri, artista tra i maggiori del Novecento; Palazzo Albizzini, dimora quattrocentesca, ospita molte opere del grande maestro. Tuttavia, Steve sceglie gli Ex Seccatoi del Tabacco, in uso fino agli anni ’70, ora riutilizzati come sede museale, come insolita cornice ai suoi scatti.